Perché si mangia anche quando non si ha fame?

da | Ott 24, 2019 | Alimentazione

Mangiare senza sentire la fame è un’esperienza piuttosto comune. 

Capita, ad esempio, quando sei ad una festa e il tavolo imbandito ti attira anche se hai pranzato mezz’ora prima. 

Oppure al cinema, quando il profumo di pop corn ti invoglia a comprare il pacco famiglia, anche se ascoltando la tua fame non finiresti nemmeno quello piccolo.

Capita quando ti aggiri per casa in preda ad una strana sensazione ed apri il frigo cercando qualsiasi cosa che ti distragga da quello che provi.

E succede anche quando sei sul divano dopo cena, e nonostante la sazietà, desideri disperatamente quel biscottino o un pezzo di cioccolato.

Come dicevo mangiare senza fame è un’esperienza frequente che si presenta in diverse occasioni, ma ti sei mai chiesta perché capita?

Il desiderio di mangiare: lo stimolo dei cinque sensi

Il primo motivo è legato ai nostri sensi e alla loro funzione di segnalazione della presenza di cibo.

La fame è un segnale fondamentale che ci obbliga a fare qualcosa di necessario alla nostra sopravvivenza: mangiare.

Questo comportamento è così importante che, per evitare che qualcuno se ne dimentichi, è sostenuto da un sistema molto sofisticato che trasforma diversi stimoli in fame.

Gli stimoli vengono raccolti dai nostri cinque sensi e funzionano da attivatori del desiderio di mangiare, anche quando non abbiamo una reale fame (cioè basata sul bisogno dell’organismo di recuperare energia).

Un esempio è il profumino di pane appena sfornato che ci cattura come una rete mentre passeggiamo nei pressi di un panificio; oppure l’acquolina in bocca che si scatena al solo sentir scrocchiare una patatina sotto i denti; o quella pubblicità galeotta vista in metropolitana che ti ha portato a comprare una scatola di cioccolatini pregustandone già la dolcezza in bocca.

Persino scrivere questo articolo sul mangiare mi sta facendo venire voglia di mangiare!

Il problema di questo sofisticato sistema, nato per il bene della sopravvivenza, sta nella quantità eccessiva di stimoli che riceviamo.

Il cibo è oggi disponibile ovunque e in ogni momento del giorno sotto forma di odori, immagini e suoni che sovraccaricano il nostro desiderio di mangiare, indipendentemente dalla fame.

Associazioni galeotte: abitudini e apprendimento

Un altro motivo per cui mangiamo anche quando non abbiamo fame è legato all’apprendimento e alla formazione di abitudini

Questo “meccanismo” agisce quando associamo l’atto di mangiare a determinate situazioni (apprendimento) che diventano in seguito un’abitudine, indipendente dal senso di fame.

Ne sono un esempio le feste di compleanno o altre situazioni sociali in cui è disponibile molto cibo e mangiare è una sorta di convenzione, quasi un obbligo, non associato alla fame.

Un’altra situazione basata sull’apprendimento è il dolcetto dopo cena sul divano.

Una coccola che poco ha a che fare con la fame e la sazietà e che è spesso una consuetudine difficile da eliminare perché ancorata ad un’esperienza ripetuta molte volte con soddisfazione.

Quella tensione simile alla fame: mangiare per placare un’emozione

L’ultimo motivo, ma non per importanza, che porta a mangiare anche quando non si ha fame è molto frequente, ma più difficile da identificare. 

Riguarda quelle situazioni in cui si mangia per placare un’emozione. 

In questo caso a generare il desiderio di mangiare non è uno stimolo sensoriale, ma una tensione simile alla fame generata da un’emozione. 

A dare il via a questa tensione possono essere tutte le emozioni: dalla noia, alla tristezza, passando per la rabbia, la frustrazione, la vergogna, la paura fino alla gioia. 

Mangiare diventa un modo per placare una sensazione fastidiosa, difficile da riconoscere e da ricondurre all’esperienza emotiva.

Un intreccio di motivi

Dato che a noi umani piace complicare le cose, le tre motivazioni precedenti (attivazione dei cinque sensi, apprendimento ed emozioni) si intrecciano spesso nella vita quotidiana facendo gioco di squadra per sostenere un’alimentazione disconnessa dal senso di fame

Il dolcetto dopo cena è un esempio classico di questo accurato intreccio. Una sera, in preda ad una sensazione di noia, frustrazione o stanchezza, ti dirigi errabonda in cucina alla ricerca di qualcosa che plachi la tua tensione. Nella dispensa fa bella mostra quel pacco di biscotti gustosi che hai comprato l’altro giorno, solo a vederli ne pregusti la sensazione in bocca.

Ne mangi qualcuno sul divano dopo cena e non puoi fare a meno di registrare la sensazione di soddisfazione momentanea che rilascia. Il gioco è fatto, hai appreso che quando sei annoiata i biscotti ti danno soddisfazione, e quel comportamento diventa, se ripetuto, un’abitudine a cui non puoi più rinunciare. 

Sviluppare un’alimentazione più consapevole

Capire perché si mangia anche quando non si ha fame è il primo passo per sviluppare un’alimentazione più consapevole e migliorare il tuo rapporto con il cibo e con le tue emozioni. 

A volte è molto semplice individuare i propri “perché”, ma smontare il meccanismo è un altro paio di maniche! 

Se vuoi scoprire come funziona il tuo intreccio di motivi e soprattutto come modificarlo puoi contattarmi per trovare la soluzione su misura per te.

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