Come si usano le fotografie in un percorso psicologico

02 Ott 2025
Come si usano le fotografie in un percorso psicologico

Qualcuno una volta mi disse che una foto è un pezzo di carta permeato da “emozione”: intendeva dire “emulsione”, ma la storpiatura mi colpì. 

Judy Weiser

Quando guardiamo una fotografia, soprattutto se ci immortala in compagnia di persone care, qualcosa dentro di noi si muove.

Come riconosce la psicologa e fotografa Judy Weiser, quel qualcosa è un’emozione.

Il loro aggancio emotivo rende le fotografie uno strumento prezioso e in questo articolo ti racconto come si usano in un percorso psicologico.

Il potere delle fotografie

In uno scatto si imprimono molte emozioni: quelle che appartengono al momento in cui la foto è stata scattata, quelle provate dalle persone ritratte e da chi l’ha scattata e quelle che si provano riguardandola. 

Per questo una fotografia è una porta verso il proprio mondo interno.

Giocare con le immagini, proprie o proposte dalla psicologa:

  • facilita la connessione di idee e ricordi
  • promuove intuizioni
  • stimola nuovi punti di vista sulla propria vita.

Nel percorso psicologico, questo strumento diventa un modo per vedersi da angolazioni nuove, entrare in contatto con i vissuti che a parole restano confusi, o affrontare temi profondi in modo creativo.

Per ottenere questi risultati non basta presentare una foto in un colloquio, servono metodologie specifiche, io utilizzo le PhotoTherapy Techniques di Judy Weiser.

Che cosa sono le tecniche di PhotoTherapy 

Le tecniche di PhotoTherapy sono strumenti terapeutici elaborati nel 1975 da Judy Weiser, psicologa e arte-terapeuta americana.

Queste tecniche prevedono l’utilizzano di fotografie portate dalla persona, album di famiglia e foto collezionate dalla professionista, come catalizzatori per approfondire la comprensione di sé e migliorare la comunicazione durante un percorso psicologico.

Le emozioni, i pensieri e i ricordi che queste foto evocano aiutano a superare il limite, che a volte si presenta in colloquio, dell’uso delle parole.

Come si usano le fotografie

Le fotografie utilizzate sono di diversi tipi, di conseguenza sono diversi gli obiettivi raggiunti. 

Dagli autoritratti alle fotografie di famiglia, dalle foto scattate dalla persona a quelle scelte dalla psicologa, gli scatti vengono utilizzati per esplorare la propria identità, il senso di sé e le dinamiche familiari. 

Servono anche a ripercorrere eventi salienti della vita della persona, le sfide affrontate, i momenti di gioia, le transizioni e le relazioni significative. 

Più nel dettaglio si usano:

  1. Autoritratti (selfie): per esplorare come ci si rappresenta e come si desidera essere percepiti.
  2. Fotografie in cui la persona è ritratta da qualcun altro: per osservare cosa raccontano di sé nel tempo, ma anche l’influenza dello sguardo altrui e quali messaggi sono stati interiorizzati.
  3. Foto di gruppo e/o familiari: per leggere ruoli, alleanze, distanze, vicinanze in famiglia.
  4. Fotografie scattate o collezionate dalla persona stessa: per accedere a memorie, valori, desideri, nostalgie, aspirazioni.
  5. Fotografie collezionate dalla psicologa per questo tipo di lavoro: per introdurre simboli, archetipi o metafore utili al lavoro.

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