Chi sono
Sono Alessia
psicologa inclusiva,
femminista intersezionale, emiliana nell’anima.
La mia storia
Sono una viaggiatrice nata in Emilia Romagna, una regione che continuo a definire la mia terra nonostante io abbia vissuto la maggior parte della vita in altre zone d’Italia.
Lì sono le mie radici, nutrite da un legame forte con i miei nonni, dai colori della campagna e della pianura, dai profumi e dai sapori della cucina – che amo molto! -.
Oggi vivo e lavoro a Padova, la città in cui ho studiato.
Ho sempre mantenuto relazioni a distanza con amici e famiglia e mi sono allenata a essere presente anche quando fisicamente lontana. Così, oggi, lavorare online mi riesce del tutto naturale.
Le persone mi affascinano sin da bambina.
Le infinite contraddizioni umane le ho scoperte dopo.
Insieme, hanno stimolato in me la curiosità di conoscere le diverse menti umane e studiare come prendermi cura delle loro peculiarità.
Credo esista sempre un’alternativa
Sono un’inguaribile ottimista.
Trovo che tra due strade che non convincono, ce ne sia sempre una terza, anche quando si ha davanti un vicolo cieco o sembra non esista la strada giusta per sé o quando tutte le strade fanno paura.
Credo in una psicologia che fornisce strumenti attivi e aiuta a costruire soluzioni.
L’incontro con la giustizia sociale
Ho una passione per la psicologia sociale.
Sento che la psicologia non dovrebbe vivere nel vuoto e so che la salute mentale e fisica dipendono dal contesto sociale, culturale, educativo.
E dalle risorse che la comunità sviluppa interagendo.
Da psicologa sono attenta a disuguaglianze, discriminazioni, privilegi e minority stress, l’attivazione intensa del sistema nervoso quando ci si sente parte di una minoranza.
Ho cura delle emozioni che prova chi non ha accesso a risorse e tengo sempre in alta considerazione le esperienze stigmatizzanti.
Mi impegno a riconoscere il ruolo del sistema e a ridistribuire le responsabilità: quando una persona smette di sentirsi colpevole per ciò che non controlla, può concentrarsi sulle azioni che può realmente fare.
Chi lavora per la salute non ha un ruolo neutro: il suo rispetto per la varietà delle esperienze umane ha un impatto diretto sul sistema.
I miei percorsi
Millennial in crisi
Per chi ha vissuto l’infanzia negli anni ‘90, credendo in un’idea di futuro che non si è realizzata. E ora cerca una direzione alternativa.
Fa per me
Immagine corporea
Per chi confronta il suo aspetto con gli standard imposti dalla società e ha capito che qualcosa non torna. E vuole vivere bene il suo corpo.
Dimmi di più
Fa per me
Dimmi di più
Mi interessa

