Cosa aspettarsi da un percorso psicologico

19 Nov 2025
cosa aspettarsi da un percorso psicologico

Uno dei motivi che impedisce alle persone di contattare una psicologa, è quello di non sapere cosa aspettarsi da questo tipo di percorso: 

quanto durerà? quanto costerà? cosa succederà? Dovrò raccontare tutta la mia storia dall’infanzia? Verrà fuori che è colpa di mia madre?

A parte qualche battuta, sono tutte domande legittime e per aiutarti a capire meglio ti racconto come funziona un percorso psicologico con me, rispondendo ai dubbi più frequenti.

Una premessa, anzi due

Prima che tu legga questo articolo chiarisco due aspetti importanti: il primo è che ogni psicologa ha un suo modo di lavorare che dipende dalla sua formazione, ma anche dalle sue caratteristiche personali. Per questo motivo qui trovi il racconto di un percorso psicologico con me, non con qualsiasi professionista.

Il secondo punto è che l’esperienza che vive ogni persona è unica. Il percorso viene creato insieme alla persona grazie all’incontro dei suoi bisogni con le proposte della psicologa, individuando le soluzioni più efficaci e cucendo ogni passaggio su misura.

Il percorso

Ho suddiviso l’articolo in tappe, perché un percorso psicologico è molto simile a un viaggio. Ovviamente si tratta di una semplificazione, eccetto alcune fasi come l’inizio e la chiusura, il percorso è fluido e si può tornare ad una tappa più volte o rivederla in momenti diversi.

Cominciamo immaginando che a compiere questo viaggio sia proprio tu.

“Sebbene siano in vigore molte espressioni per definire il rapporto terapeutico, io preferisco pensare ai miei pazienti e a me stesso come a compagni di viaggio”

Irvin Yalom

Il primo contatto

Questa prima fase ti riguarda direttamente.

È quella in cui ad agire sei tu: il primo importante passo per cambiare la situazione. Superando dubbi e difficoltà legati al chiedere aiuto. In questa tappa inizia il movimento verso ciò che ti serve per stare meglio. 

Io ricevo la tua email o il tuo messaggio e rispondo il prima possibile – di solito entro 48 ore.

Fissiamo il primo appuntamento e ti invio una serie di documenti da firmare, che potrebbero apparire un po’ noiosi, ma contengono informazioni importanti: le mie modalità di lavoro e di trattamento dei dati in tutela della privacy.

Facciamo conoscenza

I primi incontri sono dedicati alla reciproca conoscenza: mi racconti cosa ti porta a contattarmi, ti chiedo un po’ di informazioni utili per aiutarti e decidiamo insieme se intraprendere o meno il percorso.

Questi primi incontri potrebbero anche essere sufficienti a risolvere il problema che ti ha portato a richiedere il mio aiuto – se così fosse, passiamo alla fase di chiusura.

Qualora valutassimo che non sono la professionista adatta alla tua situazione, possiamo riflettere insieme su quali colleghe o altre professioniste puoi contattare per trovare la soluzione più utile per te.

Se invece decidiamo di iniziare il percorso possiamo passare alla prossima tappa.

I tuoi obiettivi

Hai mai provato a chiedere al navigatore di portarti da qualche parte senza inserire la destinazione? Il risultato non è troppo soddisfacente vero?

Anche io, come un navigatore, per aiutarti ho bisogno di una destinazione.

A differenza delle applicazioni, però, non resto lì in attesa che tu mi fornisca una meta, ma ti guido nel trovare quella più importante per te e a definire le varie tappe per raggiungerla.

Riesco anche a ricalcolare il percorso qualora prendessimo una strada che non ci porta a destinazione o decidessimo di cambiare meta durante il tragitto. 

Questa fase, l’individuazione degli obiettivi, inizia già durante i primi incontri e può prendere più o meno tempo in base alla situazione in cui ti trovi e a quanta nebbia c’è sulla strada.

Costruiamo soluzioni

Quando sappiamo dove vogliamo andare possiamo iniziare a costruire il mezzo o le vie per raggiungere la meta

Per aiutarti in questa fase, come anche in quelle precedenti, utilizzo quello che in “psicologhese” viene chiamato un approccio integrato

Sfrutto, cioè, modalità di lavoro provenienti da diversi modelli, unendoli a strumenti creativi (scrittura, disegno, collage, musica, fotografia…) per costruire un percorso veramente su misura. 

A cosa servono gli strumenti creativi? Ti aiutano a comunicare quando non trovi le parole, stimolano nuove prospettive.

La conclusione

Siamo arrivati alla fine di questo racconto ed anche di un percorso insieme. 

La conclusione è un momento molto emozionante, ci fermiamo ad osservare la strada fatta, gli ostacoli superati e quelli aggirati, le soluzioni trovate e la meta raggiunta.

Da compagni di viaggio ci salutiamo e mentre ti incammini, io resto a tua disposizione se dovessi avere ancora qualche pezzo di strada da fare con me.

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