Quanto dura un’emozione?

10 Set 2025
quanto durano le emozioni

C’è una domanda che mi diverte fare nei percorsi e nelle formazioni: quanto dura un’emozione?

Le risposte sono le più disparate, a qualcuno sembrano infinite, a qualcun altro così veloci da non riuscire a catturarle.

Questa è la seconda puntata di approfondimento dedicata al sentire emotivo (trovi la prima qui). L’ho scritta per fare un po’ di chiarezza sul mondo vario e complesso delle emozioni, sul loro funzionamento e sugli strumenti utili per viverle al meglio. 

Vediamo, allora, quanto dura un’emozione.

Un episodio dell’organismo e non uno stato

Le emozioni sono un fenomeno che possiamo chiamare episodio dell’organismo. Si parla di episodio emotivo e non di stato emotivo.

Qual è la differenza?

In linea generale, uno stato ha durata più lunga di un episodio. Lo stato è una caratteristica dell’umore, che può persistere per ore o giorni, mentre il picco emotivo non dura più di 180 secondi

Ripeto, per confermare che non si tratta di un refuso: il picco emotivo non dura più di 180 secondi, sì 3 minuti!

Quando iniziai ad occuparmi di emozioni, mi parve una bufala!

Eppure la cosa ha un senso.

Ogni emozione genera un’attivazione fisiologica che implica alterazioni a livello corporeo (ad esempio della pressione sanguigna, del ritmo respiratorio e cardiaco, della sudorazione…) e l’organismo non può permettersi un dispendio di energie tale per tempi prolungati.

Con l’emozione l’organismo comunica che si è verificato un qualche cambiamento a livello ambientale o interno a noi. Una volta comunicato il suo messaggio, l’emozione può defluire e lasciare spazio ai pensieri e ai comportamenti utili.

Se ascoltassimo il messaggio delle emozioni

La funzione delle emozioni è, quindi, quella di comunicarci un cambiamento e permetterci di agire di conseguenza.

Il problema è che frequentemente, le persone non ascoltano il messaggio dell’emozione.

Alcune persone si allarmano per la reazione fisiologica, altre si preoccupano di scacciare l’emozione cercando ragioni valide per non ascoltarla, altre ancora si identificano con l’emozione che provano (“sono ansiosa”, “sono arrabbiato”…)

In tutti questi casi l’esito è restare aggrappati all’emozione e rischiare che l’attivazione fisiologica si protragga a lungo, dando origine a stress (quello cattivo, il distress).

Chi si allarma per la reazione fisiologica, infatti, dà origine ad una nuova emozione (magari ansia o paura) che si somma a quella precedente, con l’esito che il picco emotivo ha durata e intensità più lunghe.

Chi tenta di scacciare l’emozione, come ci insegna la storia del drago, la costringe a crescere in intensità per farsi ascoltare.

Chi si identifica con l’emozione, si priva della possibilità di vivere in modo diverso e di cambiare il tipo di relazione che ha con le emozioni che prova.

Ricapitolo i punti salienti di questo articolo

  • Le emozioni sono un episodio con un picco che ha durata massima di 180 secondi
  • La ragione di questa durata massima è puramente economica: l’organismo preserva energie
  • Se la durata si protrae, l’attivazione fisiologica può trasformarsi in distress
  • Si può restare aggrappati alle emozioni e protrarre il picco in modi diversi. I principali sono: provare preoccupazione per la reazione fisiologica, cercare di allontanare l’emozione, identificarsi con l’emozione.

Nelle prossime puntate dedicate alle emozioni si parlerà di:

  • Riconoscere i messaggi emotivi
  • Ascoltare i messaggi emotivi
  • Trasformare l’ascolto del messaggio in intenzione positiva
  • Trasformare l’intenzione positiva in azione concreta/soluzione
  • Imparare l’esternalizzazione delle emozioni

Nel frattempo, prova a rispondere alle seguenti domande:

  • Cosa succede quando discuti? Come ti senti fisicamente? Quali pensieri fai?
  • Cosa succede quando ti aspetta un compito nuovo? Come ti senti fisicamente? Quali pensieri fai?

Appuntati da qualche parte queste riflessioni. Torneranno utili alla lettura dei prossimi articoli!

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